La consulenza educativa alla famiglia

“La consulenza educativa rivolta alla famiglia può facilitare e sostenere il processo di ri-strutturazione delle relazioni educative, soprattutto nei momenti di disorientamento e di difficoltà dei genitori, permettendo loro di acquisire maggiore consapevolezza di sé, verificare le proprie motivazioni, orientare correttamente la propria azione educativa. L’attuale situazione di vita rende difficile il mestiere di genitore, per il quale si richiede invece capacità di adattamento al nuovo e competenza nel saper adeguare gli interventi educativi ai bisogni evolutivi dei figli. La consulenza alla famiglia ha lo scopo di migliorare le capacità educative dei genitori e le loro abilità relazionali; fornire ai medesimi gli strumenti concettuali per compiere scelte di valore e per individuare criteri secondo i quali orientare i propri interventi; ridare fiducia a quelle famiglie che incontrano difficoltà nell’educare i figli. La consulenza educativa si configura, pertanto, come uno strumento teso a

Pascal Campion

rafforzare e sostenere le competenze educative della famiglia;

aiutare i genitori ad affrontare i problemi che si presentano nell’educazione dei figli;

aumentare la consapevolezza intorno non solo alle difficoltà ma anche al fascino del compito educativo;

favorire uno stile educativo rispondente ai bisogni di tutti i membri della famiglia.”

da La consulenza educativa. Dimensione pedagogica della relazione d’aiuto, di D. Simeone, Vita e pensiero.

Genitori si nasce o si diventa?

Come un fanciullo potrebb’essere educato bene da chi non sia stato educato bene lui stesso?

J. J. Rousseau

Per parlare di genitorialità dobbiamo necessariamente partire dall’assunto che diventare genitori significa diventare educatori ed esserlo per tutto il resto della vita.

E’ questa CONSAPEVOLEZZA, che spesso manca, che porta molte coppie a difficoltà che sembrano insormontabili.

Assistiamo da una parte, a mamme e papà convinti che avere un figlio doni in maniera istintiva e naturale la capacità di educarlo nel migliore dei modi e dall’altra, genitori (nella maggior parte dei casi mamme) che leggono voracemente manuali “del buon genitore” senza ottenere concreti successi nella pratica educativa.

Banalmente si rende necessario affermare che non esiste il genitore perfetto e che il percorso di crescita genitoriale ha durata e modalità diverse per ognuno, se non altro perché grande rilevanza ha, sullo stile genitoriale che si assume, l’imprinting ricevuto dai propri genitori.

Il primo passo perciò è la rielaborazione della propria educazione vissuta e dei modelli genitoriali/educativi interiorizzati.

Compito del consulente è accompagnare i genitori (sempre entrambi!) “attraverso un percorso personalizzato e sistematico per divenire progressivamente educatori competenti e sicuri nella gestione del proprio ruolo educativo” (G. Magro, Educarsi per educare, Franco Angeli 2009, p. 32).

Si tratta di un percorso non semplice, che non ha ricette preconfigurate ma prevede approcci e metodologie differenti a seconda dei casi, che si basano sull’ascolto e sulla relazione autentica tra consulente e genitore, rendendo quest’ultimo empowered, cioè capace di affrontare autonomamente e con coraggio le difficoltà ricercando soluzioni personali efficaci.