Creatività e formazione

Il mondo dell’arte in genere rappresenta per ogni individuo la possibilità di esprimersi in modo intenso e stimolante allo stesso tempo.

In particolare, arte e creatività svolgono un ruolo fondamentale nell’ambito dell’evoluzione infantile.

Nella prima metà del novecento, John Dewey, influente filosofo e pedagogista americano, affermò con convinzione l’idea che l’arte fosse il mezzo più indicato per utilizzare, in maniera costruttiva, l’energia creativa racchiusa nel bambino. Nella concezione di Dewey, l’arte non deve essere considerata come un’esperienza a se stante, bensì essa va messa in relazione alla psicologia dei singoli individui e alle realtà socio-culturali da cui scaturisce.

Dal punto di vista cognitivo, le arti insegnano ai bambini:

  • a sviluppare capacità di problem solving, a comprendere che i problemi possono avere più di una soluzione e che ogni domanda può avere più di una risposta;
  • a elaborare una prospettiva multipla, influenzando anche il modo di osservare e interpretare la realtà;
  • a pensare “con” e “attraverso” i materiali, rendendoli consapevoli del fatto che attraverso mezzi materiali è possibile trasformare le idee in realtà.

I laboratori e gli atelier creativi perseguono questi obiettivi contribuendo allo sviluppo delle capacità espressive, dell’autostima e delle capacità relazionali tipiche delle attività di gruppo.

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Studiare? Questione di metodo

Piccoli suggerimenti per i ragazzi e le ragazze della scuola secondaria di primo grado.

Per studiare:

  • Scegli un luogo tranquillo e senza distrazioni;
  • Fissa per iscritto degli obiettivi alla tua portata e il tempo in cui raggiungerli;
  • Ogni volta che raggiungi un obiettivo spuntalo e prenditi 5 minuti di pausa;
  • Dopo due ore di studio fai una pausa più lunga. Affacciati alla finestra, fai un lungo respiro, bevi un bicchiere d’acqua e magari telefona ad un amico e poi riprendi.

Le 4 mosse vincenti

  1. LEGGI Concentrati e scandisci bene le parole nella tua mente
  2. SOTTOLINEA solo le informazioni che ritieni importanti e aggiungi parole a fianco al testo per riassumere il concetto
  3. FAI UNA MAPPA Costruisci una mappa utilizzando solo le parole chiave
  4. RIPETI più volte cercando di utilizzare parole sempre diverse e creando collegamenti con le conoscenze che già avevi!

Come studiare (3)

ORA FAI SPORT, INCONTRA GLI AMICI E FAI UNA PASSEGGIATA NEL PARCO DELLA TUA CITTA’.

ANCHE QUESTO E’ APPRENDIMENTO!

Il metodo di studio

Imparare ad imparare:
organizzare il proprio apprendimento individuando, scegliendo ed utilizzando varie fonti e vari modalità di informazione e di formazione (formale, non formale ed informale), anche in funzione dei tempi disponibili delle proprie strategie e del proprio metodo di studio e di lavoro.

Gestire il tempo, individuare i concetti chiave e interiorizzare i contenuti è un’abilità di non semplice acquisizione perché prevede la capacità di organizzare lo studio ed è possibile solo attraverso una conoscenza approfondita di sé e del proprio stile di apprendimento.

Si evince, perciò, che sono necessari anni per poter acquisire a pieno questa competenza e che il percorso comincia a partire dalla scuola dell’infanzia (e forse sarebbe utile cominciare anche prima). Si tratta di un processo continuo definito metacognizione, ovvero la consapevolezza delle proprie capacità e dei propri processi cognitivi.

Quanti ragazzi e ragazze realmente acquisiscono capacità metacognitive ancorate all’imparare ad imparare?

Difficile dirlo…

Per quel che è stata la mia esperienza finora, il contesto di apprendimento, in cui rientra anche quello familiare e socio-culturale, incide moltissimo: la motivazione all’apprendere e la fiducia in se stessi sono i nodi da cui ripartire.

E la centralità della persona?

E’ attraverso la relazione educativa che si promuovono scoperte, sperimentazioni, riflessioni che modellano man mano il proprio stile di apprendimento ed è il continuo scontrarsi con i propri limiti che pone ogni soggetto di fronte ad una sfida da superare che costringe a rivedere il proprio modo di imparare destinato a modificarsi durante tutto il corso della vita.

Ma in sintesi come si può insegnare un metodo di studio?

A mio parere non è possibile. Ogni soggetto deve, attraverso un lungo processo, acquisirne uno e continuare a personalizzarlo nel corso della vita. Ciò che un formatore può fare è guidare questo percorso:

  • Favorendo la conoscenza delle proprie modalità di apprendimento;
  • Sviluppando capacità problem solving e autovalutazione;
  • Sollecitando una pianificazione degli obiettivi (micro e macro).

La vera finalità di una consulenza educativa nata dalle difficoltà scolastiche di bambini e ragazzi deve essere sempre l’autonomia del lavoro di studio, finanche quando vengono diagnosticati disturbi o bisogni educativi speciali.