Studiare? Questione di metodo

Piccoli suggerimenti per i ragazzi e le ragazze della scuola secondaria di primo grado.

Per studiare:

  • Scegli un luogo tranquillo e senza distrazioni;
  • Fissa per iscritto degli obiettivi alla tua portata e il tempo in cui raggiungerli;
  • Ogni volta che raggiungi un obiettivo spuntalo e prenditi 5 minuti di pausa;
  • Dopo due ore di studio fai una pausa più lunga. Affacciati alla finestra, fai un lungo respiro, bevi un bicchiere d’acqua e magari telefona ad un amico e poi riprendi.

Le 4 mosse vincenti

  1. LEGGI Concentrati e scandisci bene le parole nella tua mente
  2. SOTTOLINEA solo le informazioni che ritieni importanti e aggiungi parole a fianco al testo per riassumere il concetto
  3. FAI UNA MAPPA Costruisci una mappa utilizzando solo le parole chiave
  4. RIPETI più volte cercando di utilizzare parole sempre diverse e creando collegamenti con le conoscenze che già avevi!

Come studiare (3)

ORA FAI SPORT, INCONTRA GLI AMICI E FAI UNA PASSEGGIATA NEL PARCO DELLA TUA CITTA’.

ANCHE QUESTO E’ APPRENDIMENTO!

Il metodo di studio

Imparare ad imparare:
organizzare il proprio apprendimento individuando, scegliendo ed utilizzando varie fonti e vari modalità di informazione e di formazione (formale, non formale ed informale), anche in funzione dei tempi disponibili delle proprie strategie e del proprio metodo di studio e di lavoro.

Gestire il tempo, individuare i concetti chiave e interiorizzare i contenuti è un’abilità di non semplice acquisizione perché prevede la capacità di organizzare lo studio ed è possibile solo attraverso una conoscenza approfondita di sé e del proprio stile di apprendimento.

Si evince, perciò, che sono necessari anni per poter acquisire a pieno questa competenza e che il percorso comincia a partire dalla scuola dell’infanzia (e forse sarebbe utile cominciare anche prima). Si tratta di un processo continuo definito metacognizione, ovvero la consapevolezza delle proprie capacità e dei propri processi cognitivi.

Quanti ragazzi e ragazze realmente acquisiscono capacità metacognitive ancorate all’imparare ad imparare?

Difficile dirlo…

Per quel che è stata la mia esperienza finora, il contesto di apprendimento, in cui rientra anche quello familiare e socio-culturale, incide moltissimo: la motivazione all’apprendere e la fiducia in se stessi sono i nodi da cui ripartire.

E la centralità della persona?

E’ attraverso la relazione educativa che si promuovono scoperte, sperimentazioni, riflessioni che modellano man mano il proprio stile di apprendimento ed è il continuo scontrarsi con i propri limiti che pone ogni soggetto di fronte ad una sfida da superare che costringe a rivedere il proprio modo di imparare destinato a modificarsi durante tutto il corso della vita.

Ma in sintesi come si può insegnare un metodo di studio?

A mio parere non è possibile. Ogni soggetto deve, attraverso un lungo processo, acquisirne uno e continuare a personalizzarlo nel corso della vita. Ciò che un formatore può fare è guidare questo percorso:

  • Favorendo la conoscenza delle proprie modalità di apprendimento;
  • Sviluppando capacità problem solving e autovalutazione;
  • Sollecitando una pianificazione degli obiettivi (micro e macro).

La vera finalità di una consulenza educativa nata dalle difficoltà scolastiche di bambini e ragazzi deve essere sempre l’autonomia del lavoro di studio, finanche quando vengono diagnosticati disturbi o bisogni educativi speciali.